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Oggi voglio raccontarti la storia di tre donne straordinariamente volitive e tenaci che, da Traversetolo, un piccolo paese in provincia di Parma, sono riuscite a far arrivare le loro splendide creazioni sartoriali in tutto il mondo: sto parlando di Zoe, Micol e Giovanna, meglio note come le Sorelle Fontana.

Zoe, la maggiore, nasce nel maggio del 1911 da mamma Amabile e papà Giovanni.

Fin da piccola dimostra una certa propensione nei confronti di stoffe e cuciture e, subito dopo le elementari, inizia a lavorare nella sartoria di famiglia accanto a sua madre.

Micol nasce nel novembre del 1913 e Giovanna due anni dopo: proprio come la sorella più grande, entrambe lasciano gli studi una volta terminate le scuole elementari, per lavorare nella sartoria di famiglia.

Nel 1934 Zoe sposa un ragazzo conosciuto in paese, Mario Montanarini, di professione restauratore di mobili. La giovane coppia decide di trasferirsi a Parigi, dove rimane per due anni.

Rientrati in Italia, i due non hanno nessuna intenzione di tornare nel paesino natale: indecisa se trasferirsi a Roma o a Milano, Zoe lascia che sia il fato a scegliere per lei: una mattina si reca alla stazione di Parma e sale sul primo treno che trova: il destino la porta a Roma.

Nella capitale trova subito lavoro presso una sartoria, ed invita Micol e Giovanna a raggiungerla. Le sorelle non se lo fanno ripetere due volte.

Dopo alcuni anni di gavetta e apprendimento, decidono di unire le forze e mettersi in proprio: nel 1943 aprono una sartoria a via Liguria, non lontano da Via Veneto.

 

Anche Amabile e Giovanni, ormai anziani, decidono di chiudere la sartoria di Traversetolo e trasferirsi nella campagna romana.

È grazie a loro che, durante la guerra, le figlie riescono ad acquistare i tessuti: li barattano infatti con frutta e verdura coltivate nell’orto dei genitori.

Alla fine del secondo conflitto mondiale il nome delle Sorelle Fontana circola già nei salotti della Roma bene: le ricche nobildonne fanno la fila per i loro abiti.

Presto, raggiunge anche Cinecittà e le dive dello star system: nel 1949 Linda Christian commissiona alle sorelle il suo abito da sposa per il matrimonio con Tyrone Power.

L’evento viene celebrato il 28 gennaio dello stesso anno, nella Basilica di Santa Francesca Romana, a due passi dal Colosseo.

L’abito della sposa ottiene un’enorme risonanza mediatica, e apre alle tre sorelle le porte del jet-set internazionale.

Da Ava Gardner ad Audrey Hepburn, da Grace di Monaco a Jaqueline Kennedy, da Rita Hayworth alla principessa Soraya: tutte sono pazze per le loro creazioni.

Il 12 febbraio del 1951 Giovanni Battista Giorgini le convoca in qualità di veterane dello stile italiano al primo fashion show collettivo di moda nostrana organizzato per stampa e buyer americani: un successo eclatante che galvanizza Giorgini e gli permette di aprire le porte di Palazzo Pitti a Firenze ed organizzare la prima sfilata ufficiale della Moda Italiana.

Nasce il Made in Italy, di cui le Sorelle Fontana sono colonne portanti e ambasciatrici.

Nel 1958 rappresentano l’Italia durante la conferenza “La Moda nel Mondo”, che si svolge alla Casa Bianca.

È in quegli anni magici che sartoria e atelier si spostano nell’iconica sede di Piazza di Spagna.

Negli anni ’60, assecondando lo spirito del tempo, si aprono al prêt-à-porter; nei ’70 si espandono in tutto il mondo, proponendo anche una linea di bigiotteria e una di accessori per la casa.

Nel 1979, Zoe Fontana muore all’età di 68 anni.

Le sorelle superstiti diversificano ancora la produzione. Seguendo le esigenze del mercato, avviano una nuova linea dedicata alle più giovani chiamata “Piccola Fontana” e producono un profumo.

Nel ’92 cedono il marchio e l’azienda, e si ritirano.

Nel 1994 Micol decide di raccogliere l’incredibile patrimonio dei 50 anni di vita del marchio, e istituire una fondazione no profit.

Dichiarata “di notevole interesse storico” dal Ministero per i Beni Culturali, la Fondazione Micol Fontana è attiva ancora oggi: espone abiti, figurini, fotografie; organizza mostre, eventi e seminari; mette a disposizione di tutti gli appassionati l’incredibile storia di tre sorelle che hanno dedicato la loro vita alla Moda.

 

“La più grande, Zoe, si occupava della pubblicità; Giovanna si occupava del laboratorio; era la meno mondana, molto operativa. Tutte comunque eravamo operative. Discutevamo sempre, ma le discussioni le facevamo in dialetto. Avevamo il nostro trucco, la nostra lingua”.

(Micol Fontana)

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